Germania, allarme per ‘la bambola che spia i bambini’

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E’ allarme privacy per i bambini in Germania, dopo il boom di vendite di Cayla, una bambola tecnologica ed iperconnessa dotata di sistema bluetooth, di microfono e di un complesso sistema che le permette di interagire con i bambini. Cayla è in grado di immagazzinare dati ed informazioni e quindi di utilizzarli per rispondere alle domande. Messa in commercio inizialmente negli Stati Uniti d’America e quindi in alcuni paesi dell’Unione Europea (ma non ancora in Italia) adesso Cayla è sotto inchiesta per un allarme privacy. Di che si tratta?

L’allarme è stato lanciato dall’Autorità garante delle telecomunicazioni, che ha rivolto un appello ai genitori: la bambola potrebbe violare la privacy dei bambini. Il riferimento è probabilmente a casi di hackeraggio che sarebbero avvenuti in passato e che Vivid Toys, la casa che distribuisce Cayla, ha sostenuto che non avverranno più in futuro. La casa produttrice del giocattolo, la Genesis Toys, invece ha deciso di non replicare all’autorità.
Il problema della bambola è che potrebbe essere hackerata.



Secondo diversi esperti, il problema dell’app della bambola è che un aggiornamento potrebbe mettere in pericolo la privacy dei bambini: il problema, insomma, non sarebbe risolto. La bambola potrebbe essere hackerata ed utilizzata per registrare di nascosto delle conversazioni private. Intanto anche la Commissione UE per la Giustizia ha avviato una propria indagine. ‘Non prendiamo sotto gamba il problema, siamo molto preoccupati dell’impatto che le bambole iperconnesse possano avere sulla sicurezza e sulla privacy dei bambini’ ha dichiarato il commissario della Commissione, Vera Jourova.




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