È Compito dei Genitori quello di tenere i MINORI LONTANI dal GIOCO



Tra i tanti discorsi che attengono il mondo del gioco e la voglia di giocare al casino, ne emerge uno particolarmente importante che è quello che riguarda l’accesso dei minori alle sale da gioco. Questa tematica è di grandissima importanza e, chi scrive, ritiene faccia parte di una cultura del gioco particolarmente sensibile che deve essere iniziata già nelle scuole e che possa sensibilizzare anche una “mente giovane” alle dinamiche che possono discendere se al gioco non ci si approccia con responsabilità. L’informazione e la cultura, anche nel caso del gioco come in tanti altri settori, sono le armi indispensabili per fare in modo che la parte più “pericolosa” del gioco non arrivi a colpire alcun soggetto, che sia giovane o meno giovane.

In ogni caso, sempre chi scrive, ritiene che la cultura e l’informazione in generale, ma più particolarmente ciò che riguarda i giovani ed i giovanissimi, debbano partire da entrambi i settori che li circondano, quello scolastico, ma sopratutto quello familiare, posto che se in casa esiste un esempio positivo i ragazzi avranno più facilità a seguire quell’esempio, piuttosto che farsi trasportare da “sensazioni esterne”. Ma vi è di più: non si può “scaricare” completamente la colpa sulle strutture sociali o ludiche, tanto meno su chi il gioco lo propone e lo “vende” se qualcuno dei giovani viene a trovarsi in situazioni “sgradevoli”.

Ecco quindi, che ci si trova dinanzi ad un ricorso proposto da una sala giochi nei confronti del Comune di Quarrata (Pistoia) davanti al Tar della Toscana, poiché lo stesso Comune desiste dal dare l’autorizzazione all’apertura di una sala giochi per salvaguardare gli interessi dei minori presenti “in zona”. Ordunque, bisogna partire dal concetto che chi ha proposto il ricorso non mette assolutamente in discussione il Regolamento Regionale della Toscana relativo al gioco che ritiene assolutamente ben rappresentato sul territorio. Il ricorrente contesta, invece, l’applicazione che della norma è stata fatta nei suoi confronti, laddove l’applicazione di un detterminato articolo commisura il divieto di aprire attività ludiche in attività commerciali, ma questo divieto si ritiene debba essere ragionevole e logico.



Il Tar Toscana ha accolto questo ricorso ed annullato la delibera della Giunta Comunale relativa al “progetto unitario per cambio di destinazione d’uso da commerciale al dettaglio a servizio per la realizzazione di una sala giochi e di un casino online dal vivo, poiché il Comune aveva il compito di verificare la “fattibilità del progetto proposto” per l’apertura di una sala giochi nel proprio fabbricato. Ma seppure nella zona vengono organizzate manifestazioni con apertura degli esercizi anche nelle giornate festive, non si capisce come questo possa inibire l’apertura della sala giochi di cui si discute. Ovviamente, in dette manifestazioni è chiaro che saranno presenti famiglie con minori, ma è “pensabile” che sui minori siano i genitori a vigilare, affinchè in un futuro non si avvicinino alla sala giochi in apertura nella quale, peraltro, l’ingresso sarà in ogni caso vietato ai minorenni.

La decisione del Tar sottolinea che l’ordinanza del Comune di Quarrata è stata emessa con illogicità anche relativamente alla richiesta, non ottemperata dal ricorrente, relativa alla mancata indicazione delle modalità con cui sarebbe impedito l’ingresso ai minori nella futura sala giochi. É noto a tutti che il riconoscimento della minore età viene ottemperato mediante richiesta di esibizione del documento di identità, con il successivo allontanamento rtdella persona laddove risulti minorenne oppure non mostri il documento di riconoscimento.




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